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Un’infanzia difficile e una spirale di abusi
Taylor Denise Coronado nasce nel 1997 a Evanston, Illinois. Cresce a Green Bay, Wisconsin, dove affronta una giovinezza segnata da traumi familiari, dipendenza e disturbi psichiatrici. Dopo la morte della madre per alcolismo e i contrasti con la matrigna – che rinchiudeva Taylor e il fratello in cantina – inizia a manifestare segnali preoccupanti: autolesionismo, ADHD e depressione.
All’età di 13 anni, viene trovata dal padre con un coltello in mano, mentre cerca di togliersi la vita tagliandosi le vene. A Taylor vengono quindi prescritti alcuni psicofarmaci, che purtroppo non sono sufficienti a risolvere la situazione. L’abuso di metanfetamine prende il sopravvento.
Una falsa ripresa
A 17 anni viene espulsa dal liceo. Il padre decide quindi di mandarla a vivere con i nonni, in Texas. La situazione sembra migliorare: la lontananza dalla perfida matrigna è benefica e Taylor riesce a diplomarsi. A questo punto però interrompe bruscamente la terapia di psicofarmaci.
Le ripercussioni sul suo equilibrio psicofisico sono devastanti. Taylor comincia a sviluppare forti attacchi di ansia, che cura assumendo grandi quantità di alcol e marijuana.
Dopo poco più di un anno passato in Texas, decide di tornare a Green Bay e di iscriversi all’università.
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Molto presto, Taylor abbandona gli studi e comincia a lavorare saltuariamente. Torna a frequentare i vecchi amici e ricade nella dipendenza da sostanze. Nel 2018 inizia una relazione con Warren Chabot “Shabusiness”, spacciatore di metanfetamine. Taylor lo sposa e cambia il suo cognome in Shabusiness.
La loro relazione è violenta, disfunzionale e instabile. Taylor viene arrestata per aggressione a un pubblico ufficiale e resistenza all’arresto e, dopo essersi dichiarata colpevole, viene messa agli arresti domiciliari. Nello stesso anno, qualche mese dopo, anche Warren viene arrestato e condannato a 28 mesi di carcere.
Taylor, sui social, romanticizza l’accaduto, dichiarandosi orgogliosa di avere un marito detenuto. Non rispetta i termini degli arresti domiciliari e viene nuovamente arrestata, con un prolungamento della pena di due anni.
La nascita del figlio Mateo e la depressione
Poco dopo rimane incinta. Warren riconosce il bambino, nonostante non possa essere suo – nel carcere in cui è detenuto non sono ammesse visite coniugali. Con l’arrivo del figlio Mateo, Taylor cerca di condurre un’esistenza più tranquilla. Si trasferisce nuovamente a casa dei nonni, in Texas.
Soffre di depressione post partum, condizione amplificata dalla sua dipendenza. In questo periodo difficile, Taylor tenta due volte di togliersi la vita, con il conseguente intervento dei servizi sociali, che decidono di toglierle la custodia di Mateo.
Arturo, il padre, la ricovera in un centro psichiatrico, in cui viene confermata la diagnosi di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività e le vengono diagnosticati anche la sindrome da stress post traumatico e il disturbo bipolare.
09:10
Mentre Taylor è ricoverata, Arturo viene accusato di stupro ai danni di una tredicenne: la nipote di sua moglie. Dichiarato colpevole, è condannato a 12 anni di prigione. Nello stesso periodo, Taylor viene anche a conoscenza di un presunto tradimento di Warren.
A questo punto, degenera completamente e definitivamente. Abbandonata la struttura e liberatasi della cavigliera elettronica, sprofonda nuovamente nell’abuso di droga. Taylor si riavvicina a Shad Thyrion, ex compagno di scuola, e i due cominciano a frequentarsi, uniti dalla dipendenza da metanfetamine.
15:43
È il 23 febbraio 2022. Sono circa le 3 del mattino quando la madre di Shad – Tara – decide di scendere nel seminterrato di casa sua, svegliata dal rumore di un’auto, per controllare che il figlio stia bene. Shad, infatti, in quei giorni stava dormendo a casa loro, appunto nel seminterrato.
Scese le scale, Tara si accorge subito che c’è qualcosa fuori posto. Nota un secchio, coperto in modo disordinato da un asciugamano. Si avvicina, e al suo interno scopre la testa mozzata del figlio.
Il compagno si precipita da lei, svegliato dal suo grido di terrore, e insieme chiamano il 911. Intorno alle 4 gli agenti che hanno raccolto la telefonata arrivano sulla scena del crimine. Lo scenario è raccapricciante: insieme alla testa di Shad, gli agenti trovano anche il suo pene e i suoi testicoli.
Analizzando la scena, si imbattono in un materasso, coperto di sangue e altri fluidi corporei. Qui trovano il busto di Shad e alcuni organi, insieme ad una pipetta di vetro e alla metanfetamina.
La madre racconta agli agenti che Shad aveva passato gli ultimi due giorni nel seminterrato, in compagnia di una sua cara amica: Taylor Schabusiness.
21:17
Giunti a casa di Taylor, gli agenti scoprono una serie di macchie di sangue che conducono dal marciapiede alla porta del suo appartamento. Taylor esce dall’abitazione ancora prima che gli agenti facciano irruzione: anche la sua felpa è sporca di sangue.
La giovane viene arrestata. Perquisendo l’appartamento e il suo furgone, gli agenti trovano una delle gambe di Shad, nascosta in una scatola di cartone. Taylor viene immediatamente condotta in commissariato e interrogata.
La ricostruzione dell’omicidio
La sera del 21 febbraio 2022 Shad arriva a casa di sua madre. Dopo essere usciti con un altro amico, Taylor e Shad rimangono soli e, sotto effetto di varie sostanze, tornano a casa di Tara per rifugiarsi nel seminterrato.
Passano la notte e la giornata successiva giocando ai videogames e facendo uso di metanfetamina. Poco dopo le 21:30 del 22 febbraio, la madre di Shad esce di casa. Taylor e Shad intrattengono rapporti intimi e cominciano a sperimentare pratiche BDSM (Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo).
In particolare, improvvisano un collare a strozzo con una catena trovata nel seminterrato. Taylor lo fa indossare a Shad e, in preda all’euforia della metanfetamina, lo stringe inesorabilmente, anche quando il ragazzo comincia a tossire e a perdere sangue dalla bocca. È così che Shad perde la vita.
Lo smembramento del corpo
Ripercorrendo l’incidente, Taylor è divertita. Ricostruisce con estrema precisione ogni passaggio. Anche quando Shad ormai è senza vita, lei continua a giocare con il suo corpo: gli pratica del sesso orale e, con alcuni coltelli trovati nella cucina della madre, comincia a farlo a pezzi.
Dopo vari sforzi, riesce a tagliare la testa e il pene. Divide il resto del corpo in vari pezzi, che smista in alcuni sacchi. Il piano è di spostare tutto a casa sua e per farlo compie numerosi viaggi in auto. Prova a ripulire il seminterrato ma durante questa operazione si addormenta più volte – probabilmente ancora sotto l’effetto di tutte le sostanze che ha assunto.
A causa dello stato psicofisico alterato in cui si trova, Taylor dimentica la testa di Shad nel seminterrato. Nella parte finale della sua confessione, ammette di aver provato piacere togliendo la vita a Shad: non era sua intenzione, ma non è riuscita a fermarsi.
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Durante il processo Taylor manifesta atteggiamenti disturbanti. Aggredisce il suo avvocato in aula, diventando protagonista di un video virale su TikTok con conseguente riassegnazione del caso ad un altro avvocato. Viene sottoposta a diverse perizie psichiatriche: nonostante la difesa cerchi di dimostrare l’infermità mentale, Taylor è infine dichiarata capace di intendere e di volere.
In questa fase, emerge la sua ossessione per Jeffrey Dahmer – che le vale il soprannome di “Lady Dahmer” – e un ulteriore dettaglio agghiacciante: Taylor aveva conservato il sangue di Shad per “farsene una doccia”.
36:20
Nel luglio 2023 la giuria la dichiara colpevole di omicidio di primo grado, mutilazione di cadavere e violenza sessuale. Taylor Schabusiness, all’età di 25 anni, viene condannata all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
47:39
Il caso solleva interrogativi profondi: quanto conta la malattia mentale in tribunale? E la dipendenza? È giusto ignorare questi fattori in nome della responsabilità penale? Taylor ha commesso un crimine orribile, ma il sistema ha davvero analizzato il caso correttamente?
55:43
Taylor Schabusiness oggi è in carcere, il figlio Mateo è stato affidato ai nonni. La famiglia di Shad piange la sua perdita. Una storia che ha scioccato l’opinione pubblica e ha mostrato, ancora una volta, i limiti del sistema nel distinguere tra colpa e malattia e nel riconoscere i campanelli d’allarme, intervenendo tempestivamente e preventivamente.
55:57