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Guerrina

Una sparizione sospetta

Cà Raffaello è un minuscolo borgo sull’Appennino, tra Toscana e Romagna, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove tutti si conoscono. È proprio qui, il 1 maggio del 2014, che Guerrina Piscaglia, una donna di 49 anni, scompare senza lasciare traccia. Da subito la sua sparizione appare inspiegabile: Guerrina è legatissima al figlio disabile Lorenzo, non ha la patente, non ha soldi, né passaporto, e soprattutto, non si sarebbe mai allontanata da lui.

Un legame proibito

All’inizio si pensa a un allontanamento volontario, magari causato da una crisi familiare: il matrimonio con Mirco, suo marito, è logorato da tempo, e il rapporto con il nuovo parroco del paese, Padre Graziano, sembra essersi fatto troppo stretto. Tra i due ci sono oltre 6.000 contatti telefonici nei mesi precedenti, e molti testimoni, tra cui l’edicolante del paese, parlano di un innamoramento travolgente da parte di Guerrina, che si confida spesso, piange, si dice disperata.

Il giorno della scomparsa, Guerrina viene vista camminare verso la canonica, ben vestita, dopo una serie di messaggi e telefonate con il parroco. Poi, il nulla. Solo il suo cellulare che, nei giorni successivi, invia strani messaggi a persone che Guerrina non conosceva – tra cui un prete nigeriano il cui numero era salvato nella rubrica di Padre Graziano – con errori grammaticali insoliti per lei ma compatibili con il modo di scrivere del sacerdote. E poi un dettaglio che fa riflettere: ogni volta che il telefono di Guerrina si attiva, si trova sotto le stesse celle telefoniche di quello di Padre Graziano, come se fossero nelle mani della stessa persona.

Quando viene perquisita la canonica, vengono trovati un assorbente femminile compatibile con quelli usati da Guerrina e residui di liquido seminale del parroco. Nessuna traccia del corpo, ma intanto, Padre Graziano inizia a raccontare di un misterioso “Zio Francesco” che avrebbe portato via Guerrina: un personaggio descritto in modi diversi e mai identificato, tanto che gli inquirenti lo considerano un depistaggio.

Nel 2015, il frate viene arrestato con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Le indagini parlano di un delitto d’impeto, scaturito dalla paura di uno scandalo e dalle insistenze di Guerrina. Nessuna confessione, nessun corpo. Solo una rete di indizi che diventa sempre più fitta

Un altro corpo che non viene mai ritrovato

Nel 2016 arriva la condanna a 27 anni in primo grado, ridotta a 25 in appello e confermata in Cassazione nel 2019. Guerrina non è mai stata ritrovata. E a dieci anni dalla sua scomparsa, la sua famiglia continua a vivere senza un luogo dove piangerla. Una storia di provincia, silenziosa e tragica, che ha lasciato dietro di sé solo dolore e domande senza risposta.